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ALBERTO BARONI
RIFLESSOLOGO PLANTARE E OPERATORE MOXA

Si interessa e studia Medicina Tradizionale Cinese applicandola sopratutto alle "discipline di lunga vita".
Si è diplomato nel 2009 a Roma al corso triennale di riflessologia plantare con metodo tradizionale cinese tenuto dal maestro Ming Wong caposcuola dalla On Zon Su School della quale segue corsi di aggiornamento specifici.
Ha seguito corsi di cau/moxa tenuti dal maestro Ming Wong presso ScuolaTao a Milano e Lugano.
Segue e pratica a livello non professionale discipline quali digitopressione, applicazione di olii essenziali, campane tibetane.



Il massaggio dei piedi era diffuso in tutto il mondo. Tra le testimonianze più antiche, fuori dall’Estremo Oriente, vi è il pittogramma di un papiro che risale al 2500 a.C, all'inizio della VI dinastia, ritrovato nella tomba di Ankhmanor, conosciuta come "la tomba dei medici", che rappresenta due uomini dalla pelle scura che massaggiano due uomini dalla pelle chiara, uno sulla mano e uno sul piede. Il fatto che oggi sia considerata una “pratica orientale” dipende dal fatto che in India e in Cina in massaggio del piede è stato inglobato in qualcosa di più ampio come la Medicina Ayurvedica o la Medicina Tradizionale Cinese e quindi codificato, trasmesso e conservato in una forma più consolidata della semplice tradizione popolare.
In Cina, Mak-Zi o Mo Zi [墨子], il filosofo dell’amore universale fondatore del Moismo vissuto ai tempi della gloria di Sparta e Atene, ha ordinato questa pratica millenaria destinandola a monaci, medici e mendicanti. I mendicanti non ne sapevano niente di Ying, Yang, agopunti o meridiani, dovevano fare un massaggio leggero che fosse piacevole ai clienti in modo che questi, soddisfatti, dessero loro l’elemosina. I medici avevano lo scopo di curare il corpo e quindi il loro tocco era più pesante e i punti scelti con criterio. Infine i monaci dovevano curare l’anima, e il livello del massaggio era a “livello osso”.
La Cina è enorme e differenti condizioni ambientali abitate da genti diverse hanno portato a sviluppare metodi diversi per il massaggio del piede (le genti del Nord, ad esempio, sono più robuste e il loro tocco è più pesante) venendosi quindi venute a sviluppare mappe diverse delle corrispondenze.
Il medico William H. Fitzgerald ha incominciato, nei primi anni del XX secolo, a praticare una sua terapia zonale, in seguito trasformata e sistematizzata per il piede e denominata riflessologia plantare la quale ritorna in Cina dopo che, anche grazie al Comunismo che osteggiava ogni pratica tradizionale, il massaggio tradizionale del piede era quasi andato perduto.
Si deve al paziente e meticoloso lavoro di riscoperta, raccolta e ordinamento del Maestro Ming Wong, medico tradizionale di Canton, il recupero di quest’arte antica che oggi è conosciuta come “On-Zon-Su”.
La parola significa “arte di toccare il tallone” ed è considerata una “disciplina di lunga vita”. A differenza della riflessologia occidentale, nata come terapia e quindi come cura, per il massaggio tradizionale cinese del piede, anche se può guarire da molte malattie, non è questo il suo scopo principale, non è la sua unica funzione.
Il massaggio del piede è un viaggio alla riscoperta di sé stessi, è un modo d’espressione capace di arricchire le possibilità esistenti e svilupparne di nuove, di affrontare in modo nuovo vecchi problemi. Il cambiamento non si ottiene con il fare o non-fare qualcosa a tutti i costi, né intestardendosi nel trovare le risposte ai propri problemi. Mak Zi insegnò il metodo di massaggio del piede per distribuire l’energia vitale, aprire la conoscenza e calmare lo spirito per regolare e curare i cattivi stati psicologici ed i pensieri sbagliati.
Il massaggio del piede ripercorre il corso di una malattia, e l’opera di rigenerazione è profonda. Ovviamente tanto più un disturbo è radicato tanto più sarà difficile “scioglierlo”, ma l’opera di auto-rigenerazione può procedere anche molto velocemente in presenza di uno stimolo adeguato e di una radicale presa di coscienza delle origini del disagio. È una comunicazione che, essendo non verbale, aggira i fraintendimenti e le interpretazioni sbagliate; smuove l’energia, riduce le tensioni, rimuove i blocchi psichici e fisici, stimola gli organi interni.
Il Maestro Ming Wong ha raccolto diverse tavole, o mappe, dei riflessi del piede che riequilibrano e armonizzano il sistema corpo-mente-spirito. Ciascuna è autonoma e completa, nel senso che si può agire sulla psiche partendo dal corpo fisico o sul corpo fisico partendo dalla psiche ma, qualunque metodologia di lavoro si scelga, l’azione è diretta all’intero individuo nel suo insieme.
Esiste quindi una tavola più specifica per agire sulle caratteristiche costituzionali originarie, una che agisce invece sui singoli organi interni, un’altra che ha l’obiettivo di intervenire sulle articolazioni, un’altra ancora che aiuta a sbloccare le emozioni e così via. Ma qualunque tavola si utilizzi, il processo di armonizzazione sarà sempre e in ogni modo completo e l’utilizzo della tavola più appropriata farà in modo di riuscire ad arrivare a sciogliere il blocco e risolvere il problema in tempi più rapidi.
Seppure non sia indispensabile, l’operatore può effettuare una diagnosi secondo i principi della Medicina Tradizionale Cinese per una valutazione degli squilibri o patologie e procedere quindi ad affrontarli tramite la tavola più adatta. Una diagnosi può aiutare a identificare alcuni elementi sui quali l’operatore può insistere o lavorare in modo differente (per esempio disperdere piuttosto che tonificare) ma, soprattutto nei primi incontri, è preferibile procedere senza cercare di indovinare o forzare nulla, lasciando al piede stesso il compito di guidare l’operatore. La Tavola in sé è completa e tende sempre al riequilibrio dell’intero organismo ma la sensibilità e l’esperienza dell’operatore la possono adattare per renderla ottimale alle specificità del ricevente.
La filosofia dello Yin e dello Yang, come la teoria dei Cinque Elementi sono applicabili anche al massaggio dei piedi e la maggior parte dei punti dei meridiani posizionati sul piede sono punti utilizzati nella riflessologia. Ma più che il punto di per sé, è una particolare combinazione di elementi che fa in modo che lo stimolo raggiunga un determinato obiettivo, cioè: la scelta di lavorare seguendo una determinata tavola, l’uso appropriato di tutte le cinque dita delle mani, ciascuna delle quali ha l’associazione ad uno dei Cinque Elementi.
L’apparente semplicità della tecnica è la sua bellezza: il contatto con punti sul piede che riflettono lo stato delle componenti fisiche ed emozionali dell’individuo che stimolano il riequilibrio naturale e viene risvegliato il potere interno di guarigione che può operare senza interferenze Come dice il nome della disciplina, è un’arte, nel senso che è la manualità e l’esperienza di chi lo pratica che produce buoni risultati, adattando la tecnica alle infinite situazioni individuali.
Il massaggio del piede regola lo Yin e lo Yang dell’individuo; il corpo umano non può vivere sano se e in armonia se questi due principi complementari non sono in equilibrio. Migliora tutto il metabolismo favorendo il flusso di energia, rinforza il sistema immunitario, scioglie tensioni muscolari e aiuta a rimuovere o lenire disturbi derivati da traumi emotivi. La stimolazione e il riequilibrio dell’energia vitale (Qi) incide sul funzionamento del sistema ormonale e delle ghiandole endocrine, armonizzandone le funzioni. La sua funzione più evidente è quella di rilassare e tonificare intervenendo sui principali disturbi dovuti a tensioni di vario tipo.
Il massaggio del piede è simile al lavoro di ripulire un fiume dai detriti. Quando il letto del fiume è sgombro da sassi e tronchi, l’acqua scorre pacificamente e il fiume è in grado di fronteggiare una piena o periodi di siccità nel modo migliore. Il massaggio del piede ripercorre il corso di una malattia, e l’opera di rigenerazione è profonda. Ovviamente tanto più un disturbo è radicato tanto più sarà difficile “scioglierlo”, ma l’opera di auto-rigenerazione può procedere anche molto velocemente in presenza di uno stimolo adeguato e di una radicale presa di coscienza delle origini del disagio.
Sebbene dal punto di vista riflessologico il piede sia il tramite con il quale comunicare con l’intero organismo, questo risulta efficacemente stimolato e la prima sensazione è di leggerezza, di tonificazione e rilassamento proprio ai piedi. Per il benessere dell’intero corpo è importante che i piedi svolgano la loro funzione in condizioni adeguate; qualora risultino dolenti o presentino anomalie possono causare l’insorgenza di posizioni scorrette, affaticamento, crampi muscolari e dolori alla schiena.
Il massaggio dei piedi non ha controindicazioni severe, anche se in talune circostanze è meglio attendere la fine di una situazione o procedere con molta cautela, questo perché, sebbene sia lenta, l’azione del massaggio agisce molto in profondità e potrebbe stimolare il corpo andando in conflitto con cure il cui equilibrio è molto delicato. Ancora, specialmente dopo le prime sedute, potrebbe sembrare che il disturbo si accentui; sebbene questo sia un effetto normale e passi in poche sedute, ciò potrebbe causare sbalzi di pressione pericolosi in soggetti ipertesi.
Mak-Zi fu il fondatore del moismo ma il suo pensiero era rivolto anche all’aspetto pratico della vita e stabilì le basi delle tre pratiche di lunga vita: “aggiustare il tetto”, ovvero come massaggiare la testa, la “tecnica della corretta postura” ed il “massaggio del piede”, tecniche che fanno bene a tutti.

Alberto Baroni
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