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Linfa, acqua che scorre

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SISTEMA LINFATICO

Siamo acqua che scorre…
Un giorno piove sembra novembre, un giorno tira un forte gelido vento, il giorno dopo l’aria si fa caldo scirocco, un giorno splende il sole e potrebbe rimetterci in pace con gli elementi.
Pazzo marzo.
I periodi caratterizzati da così forti cambiamenti possono, per alcuni di noi, essere causa di malessere.
Si comincia a rimuginare sempre gli stessi pensieri, l’addome si fa gonfio e gorgogliante, l’intestino diventa irregolare, infiammato e teso, i piedi e le mani al mattino sono rigidi e un po’ gonfi, si soffre di riniti acquose, i pensieri si fanno confusi poco lucidi, non si canticchia più sotto la doccia, si fa fatica ad alzarsi al mattino ed è quasi impossibile essere puntuali.
Si ha poco appetito e dopo pochi bocconi di cibo ci sembra di esplodere, l’incarnato tende al giallastro e la pelle diventa atopica o si macchia di eritemi o eczemi, diventiamo intolleranti ad alcuni cibi. Le labbra diventano secche (così come pelle e capelli) e a volte si creano delle piaghette alle connessure o all’interno della bocca. Abbiamo le borse sotto gli occhi. La cellulite (classico blocco linfatico, soprattutto femminile) aumenta, i muscoli diventano flaccidi, le forme artritiche tendono a peggiorare e le zone colpite da artrosi tendono a gonfiare.
Insomma si soffre di secchezza e allo stesso tempo si è gonfi, l’acqua non scorre come dovrebbe ed è bloccata da qualche parte.
Ci si ammala molto facilmente, non vera e propria influenza, che ormai è passata, ma qualsiasi virus ci attacca e soprattutto facciamo una tremenda fatica a smaltire e tornare in forma, il fastidioso mal di gola a livello tonsillare non passa mai e continuiamo a fare fatica a deglutire, la tosse ci infastidisce ogni mattina al risveglio e il naso cola sempre. Potremmo avere i linfonodi leggermente ingrossati ai lati del collo (soprattutto se stiamo smaltendo catarri che scendono dall’alto o tonsillari) e sotto le ascelle (a tale proposito facciamo attenzione ai deodoranti che usiamo perché spesso il fastidio è dovuto ai pori tappati dall’alluminio contenuto negli spray).
Tutti i sintomi tendono a peggiorare in generale con l’umidità e con i forti calori umidi di mezza estate e nei momenti di forti cambiamenti climatici, soprattutto fuori dalla norma stagionale.
Se questi sono i nostri sintomi, e dopo aver escluso patologie di altro tipo, forse è il momento di aumentare un po’ il tono ed aiutare le nostre energie a muoversi, dobbiamo liberare i blocchi e far cadere le dighe che impediscono all’acqua di scorrere liberamente.


Sistema linfatico, questo sconosciuto, tiene in costante movimento più liquidi del sistema cardiocircolatorio: linfa, vie linfatiche, linfonodi, milza, midollo osseo, timo, tonsille (che sono 6), appendice.
Acqua che fuoriesce dai vasi sanguigni si occupa di nutrire, umidificare, lavare e ripulire tutti i tessuti e lo spazio tra i miliardi di cellule che compongono il nostro organismo. Una parte viene poi catturata dal sistema linfatico che svolge il ruolo di spazzino perché in grado di ripulire il sistema da scorie metaboliche, cellule morte, virus e batteri, globuli rossi e bianchi invecchiati o malformati. Ma non solo, le informazioni (virus, batteri, danni ai tessuti) vengono lette dagli organi linfatici e permettono così di produrre e/o attivare e mettere in movimento cellule specializzate del nostro sistema immunitario, per proteggerci da attacchi esterni ed interni.
Il sistema linfatico si occupa anche di mantenere l’equilibrio dei liquidi negli spazi intracellulari e interstiziali (da qui gonfiore e rigidità in caso di sua pigrizia), e del nutrimento di tutte le cellule che non sono in contatto con le arterie ed i capillari.
Questo apparato si affatica molto facilmente e viene preso in scarsa considerazione dalla medicina ufficiale, se non quando si ammala seriamente.
Senza tonsille e milza e tanti linfonodi si può vivere (sopravvivere) tranquillamente, ma vogliamo parlare della qualità della vita? Della differenza tra un normale stato di salute e lo stare bene veramente?
E senza arrivare a problemi legati ad interventi chirurgici obbligatori, in seguito a incidenti oppure infezioni così gravi che si è stati costretti ad intervenire, avere il sistema di trasporto linfatico ed i suoi organi primari (che producono cellule immunitarie, midollo, o le portano a maturazione, timo) e secondari (che contengono e conservano per il momento del bisogno le cellule del sistema immunitario, milza e linfonodi) pigri significa essere soggetti a infezioni continue, avere sempre mal di gola e rinite, sentirsi gonfi al mattino e non riuscire proprio a “partire”, non riuscire più a godersi un pasto.

Beh se possiamo evitarlo…

I cambiamenti repentini (ad esempio di clima) non giovano al sistema linfatico, così come soffre terribilmente le cose ripetute (bronchiti invernali e attacchi virali vari, che producono troppe scorie, soprattutto batteriche, da smaltire), la ripetitività dei circolari pensieri dei periodi emotivamente difficili della nostra vita, la larvata forma di depressione di chi si chiude in se stesso e sta “apparentemente” bene (non smettiamo di dire che le emozioni sono pesanti da digerire, rallentano e bloccano), mangiare quotidianamente cibi che intasano il sistema, zuccheri raffinati e farine bianche che acidificano, troppe proteine animali per eccesso di scorie azotate, mantenere sempre posizioni statiche in piedi o seduti (anche durante il lavoro ricordarsi di sgranchire zona cervicale, braccia, spalle e gambe almeno ogni ora per qualche minuto).  
Da quanto detto fin qui è facile capire che rimettere in movimento la circolazione linfatica è di importanza fondamentale per mantenere il benessere e per ritrovare una bella sensazione di leggerezza.
Diciamo che qualsiasi sia la nostra situazione male non può fare di certo!

Quindi tanto vale provarci.

Un rallentamento del sistema linfatico tra l’altro provoca tanti e così diffusi malesseri da nascondere la vera situazione di salute della persona, sarebbe buona norma, in caso di malessere generale, risvegliare e rivitalizzare la circolazione linfatica per almeno un mese ed alla fine prendere in considerazione e valutare i sintomi che sono rimasti. Probabilmente in una persona sana, ma che stava attraversando solo un periodo di rallentamento, il livello di benessere torna ad un livello accettabile, essendo scomparsi dolorini e gonfiori vari che tanto incidono in negativo con quello che dovrebbe essere il nostro obiettivo: non sentire il nostro corpo perché tutto scorre liscio. Benessere vero.
Altrettanto importante considerare che se questo sistema circolatorio è lento o intasato non è in grado di sopportare altri carichi di tossine e quindi non collabora in caso volessimo effettuare una depurazione profonda degli altri apparati soprattutto del fegato

Cosa possiamo fare per dare una sferzata alla circolazione linfatica e per far ritornare la nostra linfa limpida e priva di eccessivo carico di scorie?

La prima considerazione da fare riguarda il fatto che la linfa all’interno delle vie linfatiche non si muove grazie al battito cardiaco (come avviene per il sangue), ma si sposta a senso unico dalla periferia al centro, grazie alla contrazione muscolare, alla respirazione e ad altri fattori di minore rilevanza (esempio il pulsare delle arterie e la forza di gravità).
Quindi non vorrei sembrare troppo noiosa e ripetitiva ma per stare bene bisogna muoversi (in modo sano) e respirare.
Imparare una respirazione lenta e profonda che interessi in modo completo il diaframma (dove passa il dotto linfatico principale: dotto toracico) è fondamentale per migliorare un sacco di funzioni fisiche e migliorare la situazione mentale ed emotiva.

Un ottimo esercizio per allenare il diaframma è il canto, quindi, anche se siamo stonati, magari sotto la doccia o mentre siamo in macchina da soli cantiamo la nostra canzone preferita senza paura di essere scambiati per matti.

Impariamo a meditare respirando profondamente, migliora la nostra circolazione linfatica e svuota la mente, altrimenti sempre troppo occupata.
Pratichiamo ginnastiche orientali tipo Yoga, Qi Gong, i Makko. Tra gli esercizi che conosco di Qi Gong trovo molto semplici e poco impegnativi gli Otto Broccati, si svolgono in meno di un quarto d’ora e sono molto efficaci.

Quando possiamo (cerchiamo di ricavare uno spazio per noi ogni giorno) camminiamo con una buona andatura (quella che il nostro livello di allenamento ci permette) in mezzo alla natura o perlomeno in zone dove non c’è troppo inquinamento da traffico, concentrandoci sulla respirazione. Almeno venti minuti è il tempo utile per entrare in un buon ritmo aerobico e sciogliere completamente la muscolatura, quindi cerchiamo di trovare almeno mezzora per andare a farci una passeggiata e apprezziamo i suoni, i profumi ed i colori di quello che ci circonda. La corsetta al parco non è dannosa per chi è allenato a sufficienza, ma non dimentichiamo i danni collaterali che lo sport fatto con incoscienza può provocare, se non siamo in forma più che buona limitiamoci a camminare muovendo le braccia, in questo modo si utilizzano tutti i muscoli del corpo senza fare danni.

Un esercizio semplice da fare in casa ma anche durante una piccola pausa in ufficio è saltellare sul posto (ottavo esercizio degli Otto Broccati che si chiama “ciondolare saltellando per eliminare tutte le malattie”), se qualcuno vi chiede se siete impazziti dite loro che ve lo ha prescritto il medico.


La mattina, se si hanno i piedi gonfi, preparare due bacinelle, una con acqua calda ed una con acqua fredda, fare pediluvi alternati, mezzo minuto in acqua calda e mezzo minuto in acqua fredda, per una decina di volte, terminare con l’acqua fredda. Tutti gli aghi che sembra vengano piantati nei piedi e nelle caviglie non è altro che la circolazione che è ripartita. Se il piede gonfio è uno solo il consiglio è di andare dal medico, in quel caso potrebbe esserci un problema a quell’arto, o linfatico o di circolazione venosa, o articolare  ed è meglio verificare. Il sistema linfatico non si impigrisce da una parte sola e le rigidità o gonfiori dovuti a posture sbagliate si risolvono non appena si fanno due passi, quindi se c’è monolateralità è meglio indagare più a fondo.

Una cosa che viene sempre sconsigliata (se non in caso di patologie gravi) è l’utilizzo di diuretici per alleviare gli edemi provocati da un sistema linfatico pigro, questi hanno come conseguenza la disidratazione e l’ispessimento del sangue, ma non vanno a prelevare i liquidi intracellulari che il sistema linfatico pigro non riesce a trasportare a dovere, quindi in caso di problemi più persistenti o di gonfiori e sensazioni di pesantezza eccessivi, di cellulite che peggiora all’improvviso, quando il sistema è intasato a causa delle troppe bronchiti avute durante l’inverno, oppure a causa della calura di fine luglio, quando non basta la passeggiata per sgonfiare le caviglie, che fare?
Innanzi tutto cerchiamo di dimenticare per un po’ zuccheri raffinati e latticini, beviamo acqua a temperatura ambiente con un limone spremuto al mattino (che noiosa che sono dico sempre le stesse cose) appena svegli, mangiamo frutta fresca a digiuno, mai dopo o durante i pasti,  cerchiamo di evitare l’uso eccessivo di carni rosse.
Una buon rimedio per aiutare la rimozione da parte del sistema linfatico ci viene da una magica pianta dall’apparenza fragile ma che tenacemente sopravvive in ogni clima, la betulla. La sua linfa è in grado di depurare la nostra, questa è la magia della natura. Si può utilizzare la linfa pura, la linfa concentrata, oppure il macerato glicerico di linfa, va assunta al dosaggio indicato al mattino appena dopo il bicchiere di acqua e limone. Controindicata in chi ha problemi con l’acido acetilsalicilico o la pressione arteriosa eccessivamente bassa,  ma indicatissima per chiunque altro. In estate inoltre è una buona fonte dei minerali che vanno perduti con la sudorazione e non aumenta in modo eccessivo la quantità di urina giornaliera, ma ne cambia di certo la qualità, e di sicuro migliora la circolazione sanguigna a livello renale, oltre ad aiutare il sistema linfatico a rimuovere le tossine.
Un’altra pianta che mi sento di consigliare è il galium aparine, si trovano pratici sciroppi da assumere possibilmente al mattino, anche questa pianta aiuta il sistema linfatico a drenarsi. Si consiglia di assumerla assieme alla bardana per ottenere una depurazione completa della milza, soprattutto se si sono ripetuti fenomeni virali e catarrali o se si hanno problemi di pelle.
Quando ci si depura non stupirsi se si urina una volta in più e dell’odore delle urine, e nemmeno dell’apparente aggravamento di alcuni sintomi (esempio la pelle che sembra peggiorare invece di migliorare), questi vengono definiti aggravamenti terapeutici, i primi giorni durante una depurazione possono essere molto difficili perché le tossine che vengono rimosse entrano in circolo ed il corpo fa fatica a smaltirle. Il consiglio è di bere un po’ di più (senza annegare) per aiutare lo smaltimento per via renale, di fare delle belle passeggiate e di avere pazienza, la depurazione è un investimento sul benessere futuro ed è da fare almeno ad ogni cambio di stagione per dieci giorni ed in primavera prevedere invece un periodo più lungo perché le scorie lasciate dalla stasi e dai malanni stagionali invernali possono essere importanti, quindi almeno un mese ma quaranta giorni è meglio.
Giusto sarebbe valutare i sintomi di ognuno prima di decidere il tipo di depurazione da mettere in atto, ma sicuramente essendo il sistema linfatico presente in ogni distretto del corpo partendo da lui non si rischia di sbagliare e come già detto in precedenza si eliminano tanti sintomi assolutamente temporanei e si può giungere ad una valutazione migliore della situazione di salute della persona.
Ed in ogni caso fare quattro passi al parco e respirare profondamente non può nuocere di certo.
Grazie dell’attenzione
Daniela De Gaetano

 
 
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