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Incenso

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INCENSO

L'Incenso è una pianta utilizzata da millenni e la sua resina bruciata viene da sempre considerata uno dei mezzi per dialogare con il sacro e adorare il proprio Dio o i propri Dei. L'uomo la usa almeno da 5000 anni per purificare l'aria, la mente ed i pensieri allo scopo di elevarsi e staccarsi dal materiale alla ricerca della divina consapevolezza e del suo spirito, nella commemorazione dei morti e per aiutare la loro anima a passare il confine e lasciare la terra leggera e libera.
I re Magi portarono oro incenso e mirra, tutti elementi simbolicamente legati al sole e quindi alla divinità, questo la dice lunga sul valore reale e simbolico di tali doni e sul valore del bambino per cui era stato intrapreso il viaggio.
Appartiene alla famiglia delle Burseracee, genere Boswellia, che comprende una ventina di specie, ma per quanto ci riguarda sono importanti la Boswellia Sacra o Carterii originaria di Yemen, Oman e Somalia, che produce la resina più pregiata e la Boswellia Serrata, di origine indiana, che viene anch'essa utilizzata a tale scopo ma donandoci una resina meno preziosa, rientra inoltre quest'ultima in diversi rimedi della medicina Ayurvedica.
L'incenso vero e proprio è una resina gommosa che trasuda da tali piante dai rami principali precedentemente scorticati con uno scalpello affilato.
Tradizionalmente usato nei paesi di origine sia come rimedio farmacologico sia come supporto in tutte le cerimonie ufficiali, attualmente è molto richiesto dalle industrie profumiere, farmaceutiche e dalle corporazioni religiose per lo svolgimento delle loro funzioni.
In Medicina Ayurvedica l'incenso resina viene utilizzato per trattare il diabete, per i problemi di stomaco, per patologie dermatologiche e polmonari e come lenitivo nei sintomi della schizofrenia.
Un utilizzo più moderno, ma sempre legato alla medicina tradizionale indiana, riguarda la cura di vari dolori artritici, artrosici, rigidità motorie. L'acido boswelico, di cui è ricca la resina, è fatto oggetto di grandi ricerche che sembrano confermare soprattutto la capacità antinfiammatoria di questo medicamento.
Questo forse spiega anche perchè il khol, che utilizzavano le egiziane ma in seguito anche le donne nei paesi arabi, fosse  considerato un trattamento per trattare e prevenire infiammazioni oculari molto comuni nei paesi a clima caldo, oltre naturalmente ad un trattamento cosmetico che ingrandiva gli occhi e rendeva più profondi gli sguardi.
E probabilmente spiega anche tutti gli altri usi che i popoli dove la Boswellia cresce spontanea ne hanno sempre fatto: trattamento per la bronchite e l'asma, trattamento di cistiti e trattamento locale per i problemi di pelle oltre che coadiuvante nella terapia dei cosiddetti "dolori".


Il motivo che ha reso famoso l'incenso però è il suo profumo e l'utilizzo che se ne è sempre fatto: rituale, magico, spirituale, legato fortemente ai riti tradizionali ed alle funzioni religiose di moltissimi popoli, rilassa e predispone alla meditazione, scaccia i pensieri ossessivi e ripulisce la mente, disinfetta e protegge l'ambiente in cui viene fumigato cacciando i diavoli o gli spiriti negativi. Crea un legame con il divino. I popoli che ci hanno preceduti erano molto sensibili a questo riguardo, tanto da creare la Via dell'Incenso per potersi approvvigionare di questi potenti e preziosi profumi (che millenni fa probabilmente comprendevano altre resine profumate come la mirra, il benzoino, lo storace ed altre). Qui ed ora è tutto molto diverso, è difficile fermarsi un attimo, meditare in modo sano, dedicare del tempo a se stessi e dialogare con il divino. Ma per quanti desiderano farlo ed hanno la volontà di farlo l'incenso può essere una via di accesso alla propria spiritualità.
Adesso sappiamo che i fumi inalati della resina di incenso (e non solo) producono idrocarburi potenzialmente cancerogeni e quindi si ricorre normalmente all'olio essenziale che viene estratto per distillazione dalla gommoresina. L'olio essenziale così ricavato è un liquido giallognolo o anche incolore intensamente profumato dall'aroma caldo dolce e balsamico dal vago sentore di limone.
Analizzando l'olio ritroviamo in prevalenza monoterpeni (pinene, fellandrene, mircene), alcoli, esteri (acetato di bornile), sesquiterpeni. I monoterpeni sono tonificanti e decisamente Yang ma vengono mitigati in modo importante dall'acetato, dal netto effetto ansiolitico, e il quasi equilibrio si raggiunge grazie ai sesquiterpeni che hanno la proprietà di essere sia tonificanti-stimolanti che  calmanti-rilassanti.
L'incenso di buona qualità si può considerare nel complesso moderatamente Yang.
É un tonico per il sistema nervoso centrale e per il sistema immunitario, che stimola innalzando le nostre difese, ed allo stesso tempo può liberarci dalle nostre ansie regalandoci momenti di serenità sollevandoci dal peso della quotidianità e alleggerendo le zavorre del passato.
La loggia energetica non è facile da definire, è un sapore amaro, pungente, e caldo, in MTC viene considerato un rimedio tonificante e rinvigorente dello XUE, quindi Milza e Polmone per l'acquisito e Rene per l'ancestrale, senza dimenticare il Cuore ed il Fegato per la messa in circolazione.
Forte azioni sulle sindromi Bi da Vento, e su tutti i problemi legati a stasi di Xue. Questo per quanto riguarda il suo uso alimentare che adesso si pratica grazie agli estratti secchi.
Per quanto riguarda invece l'olio essenziale la loggia di appartenenza è il Metallo.
La sua azione prevalente è sulla respirazione che stimola e rende più profonda, questo è uno dei motivi per cui aiuta la concentrazione e la meditazione, la preghiera e soprattutto uno dei motivi per cui aiuta a controllare i battiti cardiaci e quindi le nostre emozioni. Grande importanza anche la sua azione sulla pelle, sia come antinfiammatorio che come preventivo quando cominciano a formarsi le prime rughe.
Come antirughe si raccomanda di utilizzare mezzo cucchiaino di olio base (ad esempio germe di grano) con due gocce di olio essenziale di incenso, massaggiare sul viso la sera dal basso verso l'alto fino a totale assorbimento, evitando la zona intorno agli occhi (dove non si utilizzano mai oli essenziali). Otteniamo in questo modo anche un piacevole effetto rilassante che predispone al riposo.
In caso di asma trattare (tre gocce di olio essenziale in un cucchiaino di olio base) Lu 6, Cv 17 e 22, punto Extra 17 Dingchuan, picchiettare leggermente per favorire la penetrazione dell'olio nel sottocute. Per la bronchite utilizzare la mistura per massaggiare l'intero costato dal centro verso l'esterno sia sul petto che sulla schiena. Massaggiare inoltre leggermente zona Lu 6 fino a Lu 9, insistendo sui punti Lu 6-7-9, poi trattare la zona da Cv 17 a Cv 22 verso il basso insistendo sui punti Cv 17 e Cv 22 e picchiettare su Sp 6. Sulla schiena trattare il punto Shu del Polmone e non dimenticare i punti Lu 1 – 2 da massaggiare in modo energico.
La nota è di base, è quindi un profumo molto persistente che ci rimane addosso per molto tempo.


Il Chakra di riferimento è il settimo, la corona.
Importante perchè sede della ghiandola pineale e del cervello. Sede della spiritualità che va oltre il personale e diventa cosmica, la realizzazione massima di un essere umano che ha saputo evolversi e espandersi.
Di certo la ricerca ha dimostrato che i monoterpeni (Yang) e gli esteri (Yin) contenuti nella essenza hanno effetti sia ansiolitici che antidepressivi. L'acetato inoltre sembra agire sulla ghiandola pineale, responsabile del controllo dei nostri ritmi biologici, il fatto che sia spesso malfunzionante, o addirittura calcificata, spiega ad esempio perchè tantissime persone non trovano il conforto del sonno durante la notte essendo compromessa la produzione di melatonina. Questa ghiandola sovraintende al lavoro di tutte le altre ghiandole endocrine e quindi alla produzione di ormoni che regolano ogni aspetto della nostra vita. Il ritmo sonno veglia, la sessualità, l'aggressività eccessiva o la incapacità di affrontare la minima avversità, palpitazioni e agitazione, depressione, tutto dipende dagli ormoni, da come e quando vengono prodotti. Noi siamo i nostri ormoni.
La ghiandola pineale viene definito dagli orientali  "l'occhio dell' illuminazione atrofizzato" "il terzo occhio che vede tutto" ed alcuni popoli pensavano che stimolare il 7° Chakra fosse un modo per diventare pazzi, Cartesio la definiva il  punto dove mente e corpo interagiscono, questo ci dice chiaramente che l'importanza di questa ghiandola è ed era nota.
Di certo andare oltre la intuizione e la saggezza e la consapevolezza ma arrivare alla totale comprensione non è per tutti, non tutti possono entrare in contatto con il lato spirituale dell'universo. Infatti non ci sono tecniche per aprire questo Chakra la cosa avviene da sola se l'individuo è pronto.
Ma l'olio essenziale di incenso diffuso in ambiente adatto può stimolare questo tipo di meditazioni ed in ogni caso, senza predentere di raggiungere la totale illuminazione, se riusciamo ad allontanare per un attimo le nostre ansie e paure, se per un attimo riusciamo a respirare tranquillamente e profondamente e a rallentare i battiti cardiaci, se per un attimo diventiamo più leggeri semplicemente chiudendo gli occhi e meditando o pregando lasciando cadere a terra lo zaino che abbiamo portato sulle spalle fino a quel momento, beh direi che ognuno di questi è un motivo valido per provarci.
L'incenso olio essenziale può essere diffuso nell'ambiente, massaggiato dopo essere stato diluito in olio base, utilizzato per il bagno dopo averlo mescolato bene con del bicarbonato o del sale o del miele, non va mai assolutamente ingerito.
In tutti i modi si ottengono tutti i vantaggi dell'inalazione sia sull'aspetto emotivo che per quanto riguarda l'aspetto fisico, ad esempio un bagno come sopra descritto in caso di bronchite diminuisce la produzione di catarro e siccome rilassa abbatte lo stimolo nervoso della tosse.
L'olio massaggiato sui "dolorini" può essere un buon lenitivo leggermente antinfiammatorio e aiuta a rimuovere le stasi che sono la causa dei malesseri muscolari e delle rigidità articolari.
Se ne possono mettere due gocce nella crema per il viso che si usa ogni giorno per curare pelle infiammata e come antirughe oppure venti gocce in un flaconcino di olio di mandorle per trattare la pelle di tutto il corpo.
L'olio essenziale di incenso, essendo molto potente dal punto di vista dello stimolo emozionale, va usato solo se se ne apprezza il profumo, in caso contrario vuol dire che non può far bene ma può anzi essere dannoso. Non dimentichiamo mai che i profumi muovono in profondità e possono liberare situazioni sepolte da decenni dentro di noi, non rischiamo di andare incontro a momenti di disagio, agitazione o malessere solo per aver utilizzato un profumo che non fa per noi. Gli effetti desiderati sulla psiche e sul corpo si possono ottenere in tanti altri modi utilizzando altre essenze basta documentarsi e si può arrivare alla scelta giusta per ognuno.
(Daniela Di Gaetano)

 
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