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I MERIDIANI E LA MEDICINA CINESE > MERIDIANI E PUNTI: FISIOLOGIA
PSICONEUROENDOCRINOIMMUNOLOGIA

Le cellule nervose sono fondamentalmente di due tipi: neuroni e glia.
I neuroni, come rappresentati nella figura sottostante, sono organizzati in rete, in un insieme di circuiti, alcune reti sono innate, altre si formano con l'apprendimento e le esperienze.
Dai dendriti i neuroni ricevono le informazioni e le trasmettono tramite l'assone. Queste informazioni sono detti neurotrasmettitori ed hanno una componente chimica ed una elettrica; più frequentemente una rete neurale viene attivata meno energia occorre per riattivarla. L'apprendimento modifica le reti e ne crea delle nuove. Queste continue trasmissioni vengono favorite dai liquidi e fluidi che bagnano le cellule nervose.
La ricerca sulle cellule glia è tuttora molto vivace, comunque si può dire che svolgono una funzione di difesa immunitaria, di rigenerazione del tessuto nervoso, di rifornimento nutritivo e di facilitatore della comunicazione neurale. Nella figura le cellule glia circondano il neurone come una "colla".

Neurone
Glia
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I neurotrasmettitori sono, come abbiamo detto, una sostanza fondamentale: hanno una componente chimica che attraverso un impulso elettrico porta l'informazione da un neurone all'altro: vi sono neurotrasmettitori più veloci e più lenti, a volte innescano singoli messaggi o catene di messaggi.
Tra i neurotrasmettitori più noti ricordiamone alcuni:
Acetilcolina, regola la vigilanza, orientamento, processi sensoriali, funzioni cognitive quali apprendimento e memoria, sonno-veglia, ecc;
Dopamina, iniziativa motoria, emotiva e cognitiva, influenza ipofisi- ipotalamo, ecc.;
La copia Noradrenalina-Adrenalina, risposta veloce allo stress per preparare la fuga o la lotta, regolano la pressione sanguigna, ecc.;
Serotonina, vigilanza, sonno, ansia, umore, appetito, antidepressiva, sesso, presente nel sistema enterico, ecc..

Le cellule nervose ed i neurotrasmettitori, oltre al sistema centrale (cervello, encefalo e midollo spinale), circolano e costituiscono  la rete di nervi che raggiunge ogni parte del nostro corpo.
Tale rete di nervi è principalmente composta da 12 coppie di nervi cranici che emergono dall'encefalo e si ramificano attraverso i forami della base cranica, da 31 coppie di nervi spinali che emergono dal midollo spinale e dagli altri piccoli nervi che si ramificano dai principali.

Vediamo la rete dei nervi spinali.

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Nella figura sopra si individuano i nervi spinali in relazione alle vertebre cervicali (da C1 a C7), alle vertebre lombari (da T1 a T12), alle vertebre lombari (da L1 a L5), alle sacrali (da S1 a S5) ed al coccige.
I nervi spinali si suddividono in plesso cervicale (nervi C1, C2, C3, C4), plesso brachiale (nervi C5, C6, C7, C8, T1), plesso lombosacrale (L1, L2, L3, L4, L5, S1, S2, S3, S4, S5), plesso coccigeo; i nervi spinali toracici, da T2 a T12 non formano un plesso ed innervano muscoli e torace.
La rete dei nervi spinali quindi comprende i tre plessi ed un fascio di nervi toracici, nelle tre figure seguenti sono indicati i territori che vengono raggiunti dai plessi.

Il plesso cervicale è collocato in profondità nel collo tra le cercicali C1-C4 , riguarda la regione occipitale, la parte anteriore del collo (per esempio il muscolo sternocleidomastoideo), la spalla ed è motore per molti muscoli. Emerge da questo plesso anche il nervo fenico che innerva il diaframma.
Il plesso brachiale si colloca nella zona sopraclavicolare ed è formato da cinque rami, riguarda la cavità ascellare attorno all'arteria, la parte inferiore della spalla, la zona scapolare, i muscoli pettorali e dorsale, tutto gli arti superiori (nervi radiali ed ulnari).

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Il plesso lombosacrale comprende la zona lombare, la zona sacrale e la zona coccigea.
Il plesso lombare comprende la regione lombare del bacino, influenza la parete anteriore dell'addome, i genitali esterni, la regione inguinale, comprende anche il nervo femorale che si distribuisce dalla coscia alla gamba. Il plesso sacrale si colloca nella cavità pelvica e comprende le fibre del quarto e quinto nervo lombare (L4 e L5) ed i primi quattro nervi sacrali (S1-S5); si riscontrano il nervo sciatico che si trova tra i muscoli posteriori della coscia, è il più lungo del corpo ed innerva, con le sue diramazioni, coscia gamba e piede.

La distribuzione dei nervi spinali nei plessi sembra un po' caotica e disordinata, in realtà è possibile costruire una mappa precisa della rete dei nervi (ove circolano i neurotrasmettitori) mettendoli in relazione alla pelle: tale mappa che indica le zone cutanee influenzate da ogni singolo nervo spinale si chiama dermatomero, occorre ricordare che i confini non sono mai così precisi come nelle figure delineate sotto. I dermatomeri risultano molto importanti per ragionare sui meridiani e sugli agopunti, infatti quando vedremo i percorsi dei meridiani cinesi ed i singoli agopunti vedremo come essi influenzino zone corporee in molti casi influenzate dalla mappa dei dermatomeri.

Un dermatomero è una regione di pelle dotata di fibre sensitive provenienti da un unico nervo spinale, un miotomo (vedi fig.) è un muscolo scheletrico o un gruppo di muscoli innervati da fibre motrici di un dato nervo spinale. Nervi spinali di differenti segmenti di midollo spinale innervano differenti gruppi di dermatomeri e miotomi. Per esempio la dorsoflessione e la flessione plantare del piede sono regolate dai miotomi dei nervi lombari e sacrali.

Non tratteremo qui le 12 coppie dei nervi cranici che, come si è detto, emergono dai forami della scatola cranica, tra i quali basti citare il nervo vago (X) che ha una estesa zona di influenza che comprende tra l'altro il cuore, i polmoni, lo stomaco, il fegato, il rene, la milza, l'intestino e la cistifellea, ma anche la laringe e la faringe. Ovviamente non solo il nervo vago raggiunge la quasi totalità dei nostri organi e visceri.
Questa, sinteticamente, è la rete dei neurotrasmettitori composta da neuroni, ma nel nostro organismo essa è connessa alle altre reti e sostanze fondamentali con le quali interagisce strettamente.

Le "sostanze fondamentali" del nostro organismo si mescolano ed interagiscono in continuazione, quindi non andrebbero considerate come "entità" informative separate, al contrario esse collaborano per il funzionamento delle relazioni che compongono il corpo umano.
Gli ormoni costituiscono un'altra delle sostanze fondamentali: essi svolgono il ruolo di trasmettere informazioni alle cellule, hanno una componente elettro-chimica e vengono prodotti da ghiandole, organi, tessuti e cellule, gli ormoni viaggiano, come abbiamo visto, con più lentezza dei neurotrasmettitori coi quali interagiscono, il sangue è il loro principale veicolo.

I messaggeri elettro-chimici che viaggiano nel sangue sono detti ormoni, una volta si riteneva che fossero prodotti solo dalle cosiddette ghiandole endocrine, quali testicoli e ovaie, pancreas, surreni, timo, tiroide e paratiroide, ipotalamo ed ipofisi, poi si è scoperto che vengono prodotti anche dagli organi (per esempio cuore e cervello) e dalle cellule specializzate.
Per esempio gli ormoni sono coinvolti nella regolazione dello stress, nella gestione delle emozioni e nei comportamenti istintivi, nella crescita e nella sessualità, nella figura sono indicati gli ormoni prodotti dalla ipofisi ed i loro "bersagli".

Nelle situazioni di pericolo entrano in gioco i neurotrasmettitori ma anche gli ormoni come ad esempio quando viene aumentata la produzione del nostro combustibile, il glucosio, senza alterare i livelli glicemici del sangue: adrenalina, glucagone (prodotto dal pancreas), glucocorticoidi (prodotti dalle ghiandole surrenali), ormone della crescita (dall'ipofisi). La risposta allo stress è anche multiormonale.
L'ossitocina è un ormone che si occupa del travaglio del parto, della produzione del latte materno, regola il comportamento sessuale e l'attaccamento della mamma al bambino, liberato dall'ipofisi viene però prodotta anche nell'utero, nella placenta, nei testicoli e nel cuore.
La vasopressina è un ormone che si occupa del riassorbimento dell'acqua nel rene e della regolazione del comportamento sessuale, si attiva anche in caso di stress biologici quali febbre, emorragie con lo scopo di risparmiare liquidi e i sali ed aumentare la pressione, al contrario dell'ossitocina che invece ne rallenta l'attività.
Veicolo degli ormoni è il sangue, ossia il fluido che nutre purifica ed umidifica ogni singola cellula del corpo umano, esso è la sostanza fondamentale che ne trasporta molte altre bio-chimiche proprio per questa sua facoltà di essere in ogni luogo. Qui non ci occuperemo del sangue, che abbiamo visto in altre parti del sito, sia dal punto di vista della medicina occidentale che di quella tradizionale cinese, ma faremo dei cenni sulla sua circolazione e sul rapporto del sangue con l'ambiente esterno.
Per la Medicina Tradizionale Cinese lo Xue (il Sangue) svolge anche il ruolo di trasportare lo Shen, e rappresenta la base della salute dell'uomo: più sangue più salute, meno sangue meno salute. Cibo ed aria sono i nutrienti del sangue, esso è il nutriente di tutto il corpo. Esso è composto da acqua, proteine, sali, eritrociti (globuli rossi), leucociti (globuli bianchi) e trombociti (piastrine),  e viene prodotto da alcune cellule che si trovano nel midollo rosso osseo.
Gli eritrociti si formano e si distruggono in grande quantità e a ritmi veloci, per cui la salute migliore dipende dall'equilibro tra formazione ed eliminazione, ma questo equilibrio è dettato dall'aria (ossigeno nel sangue) e dal cibo, ossia dall'ambiente e dal nostro stile di vita.
Cosa succede se diminuisce l'ossigeno lo si vede dalla immagine sottostante: i reni rilasciano l'eritropoietina che stimola la produzione di globuli rossi nel midollo rosso delle ossa.

Diverse sono i tipi di cellule chiamate leucociti (globuli bianchi), esse svolgono compiti di difesa ed eliminazione delle scorie; per esempio il monocita migra anche fuori dai vasi, va tra i tessuti ed è capace di inglobare batteri e detriti cellulari; oppure ricordiamo il famoso linfocita che produce gli anticorpi o l'eosinofilo che rilascia sostanze antinfiammatorie nelle reazioni allergiche.
Nella figura sottostante è possibile vedere la composizione del sangue.

Il plasma è la parte liquida del sangue, ed è composto prevalentemente di acqua ma anche da alcune proteine alcune delle quali intervengono nella coagulazione ma altre svolgono importanti funzioni: per esempio le gammaglobuline aiutano i sistemi immunitari indeboliti e sono usate quindi nelle trasfusioni.
Il sangue scorre in tutto il corpo e raggiunge quindi ogni singola cellula di cui è il nutriente, ma svolge anche una funzione di eliminazione delle scorie e di veicolo per altre sostanze, quali per esempio gli ormoni. Esso umidifica i tessuti e circola intervenendo nella regolazione della temperatura e nel ricambio, esso è un formidabile sistema di informazione tra le cellule del nostro corpo nel quale crea l'ambiente favorevole alla vita. Per questo la sua rete di distribuzione è fitta, composta da canali anatomicamente rilevabili chiamati arterie, vene e capillari. Come è risaputo per definizione le arterie contengono sangue ricco di ossigeno mentre le vene contengono sangue non ossigenato ed i capillari sono i vasi microscopici. Ricordiamoci che arterie e vene sono innervate dal sistema nervoso detto autonomo.
La figura sottostante indica i nomi che vengono assegnate alle principali arterie del corpo umano.

E' noto che un liquido scorre sempre da una zona con una pressione più alta verso una zona con una pressione più bassa. La pressione arteriosa, che è la più alta, dipende ed è direttamente proporzionale al volume del sangue, il che significa che un aumento del volume del sangue determina un aumento della pressione arteriosa e viceversa.  I fattori più importanti che influenzano il volume del sangue sono: la gittata cardiaca e la resistenza periferica.
La gittata cardiaca dipende dal volume del sangue espulso dai ventricoli ad ogni sistole, ma anche dalla frequenza cardiaca.
La gittata sistolica è quindi il volume del sangue espulso ad ogni battito cardiaco. Si può quindi indicare la gittata cardiaca (che influenza il volume del sangue e quindi la pressione arteriosa) con la seguente formula:

Gittata cardiaca (volume/minuto) = gittata sistolica (volume/battito) X frequenza cardiaca (battiti/minuto)

Fattori meccanici, nervosi e chimici regolano la gittata sistolica; il rapporto tra sistema simpatico (nervo cardiaco) e parasimpatico (nervo vago) influenzano la frequenza cardiaca. Per esempio effetti stimolatori del simpatico comportano il rilascio di noradrenalina ed un aumento della frequenza cardiaca. Dunque le emozioni, le esperienze, lo stile di vita, i sentimenti, l'esercizio fisico, gli ormoni, la temperatura, il dolore, sono tutti fattori che influenzano la frequenza cardiaca.

La resistenza periferica è la resistenza al flusso sanguigno data dalla forza di attrito tra il sangue e le pareti dei vasi.
L'attrito dipende dalla viscosità del sangue e dal piccolo diametro soprattutto delle arteriole e dei capillari.
In particolare la tonaca muscolare che riveste le arteriole, contraendosi o dilatandosi, fa variare la resistenza: ad esempio la contrazione aumenta la resistenza e di conseguenza fa diminuire il flusso del sangue richiedendo quindi una maggiore quantità di sangue nelle arterie con probabile aumento della pressione sanguigna. Anche la viscosità del sangue favorendone il flusso ne rende necessaria una minore quantità, pertanto fattori come le molecole proteiche aumentano la viscosità e quindi il volume del sangue.
Le principali riserve di sangue sono gli organi addominali quali il fegato e la milza, ma anche dai plessi e dai seni venosi della pelle: le loro funzioni sono quindi vitali nella determinazione del volume di sangue.
Da quanto detto si comprende come lo stile di vita e l'alimentazione intervengano sul volume del sangue e quindi sulla pressione arteriosa. Maggiore è il volume del sangue in circolazione maggiore è il volume che ritorna al cuore.

Nel corpo umano circolano dei liquidi dei quali si occupa il cosiddetto sistema linfatico: esso è costituito da un fluido in movimento (chiamato linfa) che proviene dal sangue e che attraverso dei vasi (linfatici) ritorna nel sangue, e dai liquidi interstiziali.

Nella figura i liquidi che entrano e fluiscono negli spazi intercellulari vengono in gran parte assorbiti dalle cellule dei tessuti e dai capillari, ma una parte tende o può accumularsi per essere drenata dai vasi linfatici e riportata nel sangue venoso.
La linfa è simile all'acqua, mentre il liquido interstiziale entra nella composizione dei tessuti e col sangue determina l'ambiente interno al corpo, ossia col sangue costituisce il fluido entro il quale vivono le nostre cellule. La linfa contiene una elevata concentrazione di proteine, scorre nei vasi per tornare al sistema venoso, essa non coagula per cui se vengono danneggiati i tronchi occorre intervenire chirurgicamente altrimenti sopraggiunge un crollo del livello delle proteine nel sangue e quindi la morte.

Come si può vedere dalla figura la rete dei capillari linfatici è diffusa in tutto il corpo e sebbene molto vicina alla rete sanguigna ne è indipendente: i rami più grandi sono detti tronchi linfatici e sono il dotto destro ed il dotto toracico.
Il dotto toracico drena e gestisce tutta la linfa del corpo tranne quella proveniente dal quadrante superiore destro (come da figura), esso confluisce nella vena succlavia sinistra dove si congiunge alla giugulare interna sinistra. La linfa drenata dal quadrante superiore destro confluisce nel dotto destro che sbocca nella vena succlavia destra. La rete linfatica presenta una struttura differente dalla rete del sangue ed in particolare è provvista dei cosiddetti linfonodi lungo i percorsi.
La rete linfatica è molto permeabile rispetto alla rete sanguigna e quindi consente una maggior circolazione e conseguente rimozione delle sostanze e delle scorie tra i tessuti; per esempio le proteine che si accumulano in questi spazi tessituali possono tornare al sangue solo per via dei linfatici. Inoltre i vasi linfatici presenti nell'intestino tenue (il Piccolo Intestino dei cinesi) sono decisivi per l'assorbimento dei grassi e di altre sostanze nutritive. Tra la rete linfatica e la rete sanguigna vi è un continuo passaggio di liquidi e sostanze.
I linfonodi sono ghiandole ovali di grandezza variabile (da un chicco di riso ad un fagiole) situati lungo la rete linfatica, essi si distribuiscono a gruppi collocati in varie zone del corpo.
I più importanti sono:
linfonodi appena davanti all'orecchio: drenano la parte laterale della testa e del viso;
linfonodi sotto il mento, sul pavimento della bocca: regolano la linfa della bocca, del naso e dei denti;
linfonodi cervicali, lungo il collo ed il muscolo sternocleidomastoideo: drenano la testa ed il collo dopo che la linfa è già passata dagli altri;
linfonodi della piega del gomito: regolano la linfa dell'avambraccio;
linfonodi ascellari, localizzati nelle ascelle e nella parte superiore del torace: drenano la linfa proveniente dalle braccia, dalla spalla e dalla parete toracica, inclusa la mammella;
linfonodi situati nella piega dell'inguine: regolano la linfa proveniente dalle gambe e dai genitali.

Quali sono le funzioni dei linfonodi?
Governano la linfa ed i liquidi, il rapporto col sangue ed i nutrimenti dei tessuti, ed in particolare svolgono una funzione di difesa e di linfopoiesi.

Il nostro intento non è sintetizzare nozioni di anatomia e fisiologia, ma stimolare un confronto tra la medicina occidentale ed in particole la PNEI con la medicina tradizionale cinese.

Parliamo del sistema immunitario: come ci racconta magistralmente Francesco Bottaccioli nel suo libro "Psiconeuro Endocrino Immunologia" (editore Red) tutto il corpo e tutti gli organi sono sotto il controllo del sistema immunitario che può essere paragonato al sistema Rene, ma non solo, della Medicina Cinese. Il sistema è composto da numerose cellule che si autoregolano (vedasi figura), esso funziona come un super-organo che mantiene in equilibrio l'organismo interagendo con tutti gli altri sistemi. I suoi circuiti sono collocati sulla cute come prima barriera di difesa, sulle varie mucose come la bocca, le tonsille, bronchi, stomaco, utero ecc., nel sistema linfatico e nel sangue. Dal punto di vista della Medicina Cinese potremmo dire che coinvolge il sistema del Rene e della Milza. Anche per la medicina occidentale la milza svolge un ruolo di importante filtro del sangue e di attivazione dei linfociti.

Vi è un sistema immunitario innato, patrimonio acquisito che i cinesi chiamerebbero jing, vi è inoltre una immunità acquisita che dipende dal nostro stile di vita. Per esempio scrive Boncinelli "se i microfagi non fossero capaci di ingoiare virus, i nostri linfociti T sarebbero incapaci di rispondere, ma se, una volta ingoiato il virus, il macrofago non proseguirà il suo lavoro producendo un segnale (interleuchina-12) che richiamerà linfociti T citotossici, lo stesso macrofago diventerà un pericoloso focolaio di infezione".
I cinesi definivano il sistema Rene come la radice dello yin e dello yang, è il principio vitale e il controllo dello sviluppo, immagazzina lo jing.
Non esiste parte del corpo od organo che non venga controllato dal sistema immunitario, esso è un network in grado di far reagire il nostro organismo e quindi farci ritrovare un parziale equilibrio: è decisivo per il suo funzionamento come reagiscono i nostri organi al suo intervento e come il sistema immunitario riesce a registrare la salute di tutte le nostre cellule. Il corpo deve produrre una risposta immunitaria solo quando è necessaria.
Anche in tal caso gli antichi cinesi parlavano delle relazioni tra patogeni esterni e patogeni interni, ossia stimoli emozionali e batteri (virus e tossine) stimolano entrambi la produzione e la reazione del nostro corpo e delle sostanze fondamentali.
Siamo così giunti al termine di questa breve introduzione che speriamo possa stimolare una visione integrata della Medicina Tradizionale Cinese con le moderne scoperte della Medicina, quest'ultima ormai si è incamminata sulla strada delle sostanze fondamentali e ne sta dando delle spiegazioni sempre più dettagliate e funzionali alla salute dell'uomo.
Ora cercheremo di visitare i percorsi dei meridiani ed alcuni agopunti in relazione non solo a quanto detto dalla Medicina Tradizionale Cinese, ma anche alla luce della Medicina Moderna. ossia come luoghi e percorsi delle "sostanze fondamentali".

 
 
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