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Alimentazione anti-cancro

LA MEDICINA NATURALE
I CIBI CHE AIUTANO A PREVENIRE I TUMORI

Richard Beliveau, professore canadese di biochimica e direttore di un laboratorio di biologia molecolare, e Denis Gingras specializzato in oncologia nell'ambito della biologia molocolare, hanno scritto in libro (L'alimentazione anto-cancro citato in bibliografia) come risultato delle loro ricerche sulle propietà fito-chimiche anti-cancro presenti in alcuni cibi. Leggerlo è sicuramente utile ed interessante, noi lo commenteremo nel sito utilizzando anche alcune nozioni tipiche della antica dietetica cinese che, come è risaputo, fa parte della Medicina Tradizionale Cinese.

Il cibo per l'uomo possiede tre caratteristiche : porta energie e nutrimenti al corpo, è legato al piacere attraverso il gusto, è una componente che migliora o peggiora la nostra salute e la longevità.
A volte le tre caratteristiche del cibo sono tra di loro in contraddizione: come dicono le mamme ai bambini "non ti piace, ma ti fa bene".
Tutte le antiche civiltà hanno dedicato opere dettagliate agli effetti positivi del cibo sulla salute dell'uomo, al contrario la nostra civiltà occidentale post-industrializzazione ha dedicato al cibo studi che riguardano principalmente il suo aspetto di nutriente in grado di apportare calorie, vitamine, proteine, glucidi e lipidi. Solo di recente ci siamo resi conto che alcuni alimenti possiedono delle caratteristiche e delle molecole con effetti sulla salute, sulle malattie e sulla vita dell'uomo, in particolare queste ricerche hanno riguardato la loro natura anti-tumorale.
La Dietetica cinese ha lo scopo di prevenire gli squilibri, curare i disturbi, di conseguenza gli alimenti vengono valutati nel loro aspetto "terapeutico" nell'ambito dei trattamenti della Medicina Cinese, essa può integrarsi a volte con l'agopuntura, la fitoterapia, il tuina ed il qigong: il cibo costituisce un elemento quotidiano della nostra salute, di prevenzione e di cura delle malattie. In un'altra parte del sito ci dedicheremo più in dettaglio dei principi fondamentali della dietetica cinese, qui faremo solo degli accenni connessi al lavoro dei ricercatori canadesi sulla alimentazione anti-cancro.
Nella figura sottostante vengono sottolineate le due caratteristiche del cibo, quella "energetica" soprattutto Occidentale e quella "salutistica" soprattutto Orientale.

Il lavoro dei "canadesi", come di molti altri studiosi occidentali, dimostra inequivocabilmente che l'alimentazione e lo stile di vita influiscono sulla salute e che alcune piante e cibi sono una fonte di molecole in grado di interferire con lo sviluppo dei tumori agendo come "farmaci".
La salute è il risultato di un equilibrio sempre ricercato tra fattori perversi (xie qi, qi perverso) e fattori corretti (zheng qi, qi corretto): sia lo xie qi che lo zheng qi sono composti da numerosi elementi che possono rafforzare ed indebolire l'equilibrio, per esempio uno stile di vita stressante e dispendioso ci porta a consumare più xue e qi di quanto ne produciamo, in tal modo si rafforzano i fattori perversi e si indeboliscono le nostre difese. Gli alimenti svolgono un ruolo importante in questo equilibrio ( figura sottostante), possono rafforzare il nostro sistema di auto-guarigione e costituiscono una terapia di prevenzione e cura.

Gli studiosi canadesi ci dicono che la frutta e le verdure contengono delle molecole che vengono chiamate composti fitochimici e sono i responsabili del colore, del sapore, dell'odore, della forma, della vitalità, dimensione e natura (calda, fredda, tiepida, ecc.), ossia riguardano le cosiddette proprietà organolettiche.
I composti fitochimici costituiscono le molecole che consentono alle piante di difendersi dalle aggressioni di insetti, dalle infezioni o danni causati dai microrganismi e dall'ambiente, ossia costituiscono il "sistema immunitario" delle piante e svolgono una funzione antibatterica, antifungina e insetticida permettendo alla pianta la sopravvivenza e la crescita. Gli autori scrivono anche: "Dal momento che la produzione dei componenti fitochimici è direttamente correlata allo stress subito dalla pianta, è prevedibile che i vegetali coltivati in modo naturale, senza pesticidi sintetici, e che sono suscettibili quindi di essere aggrediti, contengono maggior quantità di queste molecole".
Sono quindi i composti fitochimici che negli alimenti svolgono il ruolo di intervento sulla nostra salute e rappresentano quindi anche una formidabile arma per prevenire e curare il cancro.
Tra le più importanti famiglie di composti fitochimici troviamo i polifenoli, essi spesso sono associati al colore intenso o al sapore amaro ed astringente del cibo, sono presenti nel tè verde, nel vino rosso, ma anche nelle mele, aglio e le bacche selvatiche. I composti solforati sono presenti nel cavolo e sono i responsabili del tipico odore, vedremo, grazie al libro degli studiosi canadesi, quali siano i composti fitochimici presenti in alcuni alimenti che svolgono un ruolo attivo per la salute dell'uomo e quali molecole siano da ritenere anti-tumorali.
La quantità e la natura dei composti fitochimici varia notevolmente da un alimento all'altro, per cui anche la loro potenzialità curativa e preventiva del cancro è mutevole, ossia legata al cibo ed alla quantità della sua assunzione giornaliera. Soltanto alcuni composti fitochimici hanno una funzione antitumorale ma solo se assunti regolarmente e nelle giuste quantità, mentre tutti i composti fitochimici presenti negli alimenti svolgono una azione terapeutica per la salute dell'uomo che va adattata alla condizione di ogni singola persona.
Dalle considerazioni fin qui svolte sulla ricerca degli studiosi canadesi è evidente il legame, anche se non espresso, con la dietetica e la medicina cinese. Gli alimenti mantengono, vivificano e curano la struttura energetica dell'uomo e quindi la sua salute in forza delle loro cinque proprietà energetiche: la vitalità (jing), il sapore (wei), la natura (xing), il valore energetico (qi), la forma (xing).
Ogni alimento quindi sarà in grado, grazie alle sue proprietà energetiche (quindi anche coi composti fitochimici), di intervenire nelle varie parti dell'organismo, sugli organi, visceri, tessuti e meridiani per riportare l'equilibrio dello yin-yang, per combattere i perversi esterni ed interni, per aumentare la produzione di Xue con Qi e quindi ripristinare la salute.
Il sapore (wei) per la dietetica cinese non si riferisce semplicemente al gusto, non solo perche i cambiamenti nelle coltivazione con l'aggiunta di concimi, diserbanti e pesticidi hanno modificato i sapori di molti alimenti, ma anche perché per sapore si deve intendere l'azione energetica che quel cibo esercita sull'organismo, per esempio il piccante fa circolare il Qi, per cui tutti gli alimenti che fanno circolare il Qi sono da considerare di sapore piccante anche se per il palato fosse diverso. I sapori della dietetica cinese sono: acido, amaro, dolce, piccante, salato ed insipido. La vitalità (jing) degli alimenti riguarda la loro freschezza, la stagionalità, l'ambiente della crescita, i metodi di coltura, i processi di raffinazione, la conservazione e la preparazione. La natura (xing) degli alimenti riguarda la loro capacità di disperdere Calore, rinfrescare il Sangue, far scendere il Qi, raffreddare, disperdere il Freddo, riscaldare, ecc. La forma (xing) degli alimenti si riferisce al loro colore, consistenza, idratazione. L'energia (qi) degli alimenti riguarda la loro capacità di intervenire sull'equilibrio yin-yang dell'organismo. Approfondiremo tutta la dietetica cinese ed in questo contesto essa ci serve a mostrare come le più recenti evoluzioni delle scienze occidentali spesso convergano sorprendentemente con le antiche saggezze dell'umanità.
Tornando ai nostri autori canadesi  faremo ora una rapida carrellata su alcuni alimenti anti-cancro e sulle loro caratteristiche fitochimiche, "è indispensabile aumentare le raccomandazioni includendo tre alimenti che possiedono tra i più alti livelli di composti antitumorali riscontrabili in natura, ossia tè verde, la soia e infine la curcuma".

TE' VERDE


Il tè viene prodotto a partire dai germogli dell'arbusto Camellia sinensis, una pianta tropicale probabilmente originaria dell'India. Tre sono i principali tipi di tè: quello verde, quello nero e l'oolong che si differenziano nella fase di essiccamento delle foglie. Il tè nero è quello consumato in prevalenza in Occidente ed in India, il tè verde è meno diffuso, circa il 20% dei consumatori, mentre il tè oolong è tipico soprattutto di Taiwan.
La composizione chimica del tè verde è completamente diversa da quella del tè nero il quale nella fase di ossidazione perde quasi completamente i polifenoli che sono i composti fitochimici anticancro.
Il tè verde subisce poche trasformazioni: dopo una breve torrefazione a vapore delle foglie appena colte che blocca la fermentazione, si procede a farle seccare al sole avvolgendole in rotoli. Per il tè nero la torrefazione avviene alla fine del processo, per cui le foglie prima appassiscono al sole, poi vengono arrotolate e frantumate per sottoporle alla fermentazione durante la quale i polifenoli vengono convertiti nei pigmenti neri, infine la torrefazione arresta la fermentazione. Per il tè oolong le foglie vengono trattate come nel tè nero ma subisce una fase di fermentazione più breve.
Il tè verde è composto per il 25-35% di una classe di polifenoli chiamati catechine che sono le responsabili del potenziale antitumorale.
Le catechine sono nella pianta quei composti fitochimici che possiedono proprietà antibatteriche ed antifungine necessarie alla sua difesa immunitaria. Il tè verde possiede numerose catechine tra cui la più importante è l'EGCG (gallato di epigallocatechina).

Il contenuto di catechina nel tè verde varia a seconda del luogo di coltivazione, delle piante utilizzate, della stagione, dei metodi di fabbricazione e, come si deduce dalla tabella sottostante tratta dal libro dei ricercatori canadesi, i tè verdi giapponesi contengono più EGCG di quelli cinesi. Inoltre affinché le catechine possano essere estratte occorre una infusione del tè di 8-10 minuti, quindi un tè verde di qualità inferiore lasciato in infusione per meno di 5 minuti conterrà una quantità esigua di polifenoli. Sono le catechine ad avere effetto antitumorale e non la quantità di tè ingerito, pertanto è importante la qualità e la sua preparazione, non va neppure dimenticato che l'acqua per il tè non deve mai essere a bollore.

CURCUMA


E' una polvere gialla che si ottiene dalla frantumazione di un rizoma tropicale simile allo zenzero, la pianta viene chiamata Curcuma longa e cresce soprattutto in India ed Indonesia. Essa fa parte della alimentazione quotidiana degli indiani, mentre in Europa, sebbene conosciuta da molto tempo, viene utilizzata raramente.
La curcuma è stata utilizzata in tutti i tempi come medicamento vegetale in particolare dalla medicina ayurvedica che probabilmente è la base di tutte le medicine tradizionali antiche: per la medicina indiana la curcuma ha proprietà purificatrici dell'organismo. Per la medicina tradizionale cinese la curcuma tratta i problemi delle energie del Fegato.
Studi specifici sugli effetti della curcuma sul cancro in occidente non ve ne sono stati, ma numerosi studiosi collegano il suo consumo alla minor incidenza in India di numerose forme tumorali rispetto all'Occidente. In particolare sarebbe la curcumina che possiede proprietà antitromboiche, ipocolesterolemizzanti e antiossidanti.
Questi studi ritengono che la curcuma abbia effetti preventivi e curativi in particolare per il cancro allo stomaco, intestino, colon, seno, ovaie, pelle e fegato, essa blocca lo sviluppo delle cellule tumorali e impedisce la formazione di nuovi vasi sanguigni per angiogenesi, privando quindi il tumore di energia.
Infine va considerato che una molecola contenuta nel pepe, la piperina, aumenta l'assorbimento della curcumina; quindi mescolare nella curcuma qualche granello di pepe può risultare più efficace.

LA SOIA


La soia è originaria della Cina, appartiene alla famiglia delle leguminose, come i fagioli, i piselli e le lenticchie, essa possiede la capacità di assimilare l'azoto presente l'atmosfera e di trasmetterlo al terreno. Divenne un alimento solo dopo la scoperta delle tecniche di fermentazione per cui si diffuse in molti paesi asiatici, anch'essa viene scarsamente consumata in Occidente.

I fagioli di soia al naturale, in giapponese edamame, sono consumati prevalentemente in Giappone; si raccolgono precocemente i baccelli di soia, vengono scottati e si mangiano. In Occidenti si possono trovare congelati in alcuni supermercati.
Anche il miso è una pasta fermentata composta di fagioli di soia ed altri ingredienti, utilizzato in Giappone sotto forma di zuppa mescolata con verdure e riso.
La salsa di soia è un condimento conosciuta anche in occidente, ve ne sono di diverse composizioni, il shoyu, il tamari, il teriyaki.
I fagioli tostati dal sapore simile alle arachidi, si ottengono dalla tostatura dei fagioli di soia dopo averli messi in ammollo in acqua.
Il tofu è un prodotto che si ottiene dalla pressurizzazione dei fagioli dopo averli lasciati in ammollo, tale procedimento provoca  l'estrazione di un liquido biancastro (il latte di soia) dalla cui coagulazione appunto si ottiene il tofu dopo l'aggiunta di altri composti.
Il latte di soia che si trova nei nostri supermercati, per renderlo di sapore gradevole spesso è trattato con aggiunte di zuccheri per cui perde le sue qualità: leggete bene le etichette!

I composti fitochimici presenti nella soia sono dei polifenoli detti isoflavoni, essi sono presenti in tutti i derivati della soia tranne che in quantità trascurabile nella salsa di soia e nell'olio di soia: le più alte percentuali di isoflavoni si trovano nei fagioli di soia naturali o tostati, nel miso anche nel latte di soia e nel miso ve ne è una quantità apprezzabile.

Gli isoflavoni che influenzano la crescita delle cellule cancerose sono principalmente la genisteina, la daidzeina, la gliciteina. In particolare gli isoflavoni sono considerevolmente simili agli ormoni sessuali femminili detti estrogeni. Per questo sono efficaci soprattutto per il cancro al seno ed alla prostata che sono considerati i tumori a base ormonale, ossia la loro crescita dipende dal livello degli ormoni sessuali nel sangue.
La genisteina può legarsi al recettore degli estrogeni provocandone una risposta inferiore, si sostituisce all'ormone diminuendone il legame di quest'ultimo col recettore  e quindi riducendone gli effetti biologici. Beliveau e Gingras a tal proposito scrivono : "questo meccanismo è analogo a quello utilizzato dal tamoxifene, un farmaco correntemente utilizzato per il trattamento del cancro al seno che possiede una affinità per il recettore degli estrogeni pari a quella della genisteina".
Il consumo di soia può quindi ridurre il rischio di cancro al seno, però tutti gli studi concordano nel dire che ciò è possibile se la quantità di isoflavoni assunta è superiore ai 25 mg: si consideri che 100 g. di fagioli di soia tostati contengono 128 mg. di isoflavoni, mentre 100 g. di fagioli verdi bolliti ne contengono 55 mg., infine 100 g. di miso ne contiene 43 mg. e 100 gr. di tofu 28 mg.
Gli studi sull'uso della soia nei casi di donne già colpite dal tumore al seno sono controversi, per cui in tali casi i nostri ricercatori suggeriscono di privilegiare il consumo di acidi grassi omega-3 e dei cavoli.
Il libro Alimentazione anti-cancro elenca anche gli altri alimenti quali il cavolo, gli omega-3, i frutti di bosco, il vino rosso, il cioccolato, l'aglio e la cipolla, il pomodoro, gli agrumi, ed è sicuramente un testo da leggere con attenzione.

 
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