Pino silvestre - SaluteMigliore

Vai ai contenuti

Menu principale:

Pino silvestre

LA MEDICINA NATURALE > Gli Olii Essenziali
PINO SILVESTRE

Questa volta voglio parlare di una essenza che non riveste una grande importanza in aromaterapia, nel senso che non viene considerata un olio da avere nell'armadietto assolutamente, ma il cui intenso e balsamico profumo ci porta in casa l'aroma estivo dei boschi delle nostre alpi, approfondendo la respirazione e risvegliando la mente, magari durante il torpore invernale oppure di certi momenti particolari della giornata.
Appartiene alla famiglia delle pinacee (piante le cui foglie sono aghi, normalmente sempreverdi ma con l'eccezione del larice) e all'ordine delle  conifere (pinales o coniferales: portatrici di strobili o pseudobacche contenenti i semi).  Il grande ordine delle conifere comprende piante molto conosciute: citiamo le pinacee abete bianco e rosso, tsuga, larice, pino cembro, pino montano, il pino silvestre, i grandi cedri atlantico e libanese; ma non possiamo dimenticare la grande famiglia delle cupressacee che comprende il cipresso, il ginepro e la gigantesca sequoia.
Il pino silvestre (pinus sylvestris) è una grande pianta (raggiunge facilmente i 25 metri ma può arrivare anche a 40) pioniera e colonizzatrice, cresce anche su terreni molto poveri e con poca necessità di acqua. La sua radice a fittone con diramazioni anche laterali le permette di ancorarsi molto in profondità nel terreno sia in verticale che in orizzontale. Per questo motivo può crescere laddove ci sembra impossibile che un albero possa restare in piedi. La corteccia è brunorossastra, mentre i rami possono avere un bel colore rosso mattone, non sono molto folti e crescono in modo irregolare e imprevedibile (il pino silvestre ha un'anima anarchica e calda). Gli aghi sono corti e pungenti, ritorti e raggruppati a due. Fiorisce alla fine della primavera o inizio dell'estate con doppia infiorescenza, il getto dell'anno che sono dei piccoli coni gialli, e le future pigne che sono piccoli coni rossastri. Si ritrova in tutto il Nord Europa, infatti si chiama anche pino di Scozia o pino Norvegese. Vive fino a quote basse dove forma boschi misti con betulla e pioppo, mentre sui monti alpini forma boschi quasi in purezza oppure misti con il larice.
Il legno del pino silvestre veniva utilizzato dai nostri nonni come legname da opera e da ardere. Ancora oggi ha un discreto valore anche se è molto resinoso, il tronco è spesso irregolare ed è difficile da lavorare.
Dalle pinacee si produceva la pece nera (in pratica catrame), utilizzata per sigillare contenitori, per impermeabilizzare le cuciture degli scarponi di cuoio, per sigillare gli scafi delle navi e per innestare in agricoltura. Al giorno d'oggi si utilizza solo più per migliorare l'aderenza di alcuni strumenti musicali ad arco.
Aveva anche un uso salutistico: veniva infatti utilizzata come rubefacente in grado di provocare vere e proprie piaghe, lo scopo era quella di diminuire la infiammazione all'interno del corpo stimolando fortemente la circolazione superficiale.
Dalla resina distillata si otteneva la trementina comune, utilizzata in medicina come antidoto in alcune forme di avvelenamento, sotto forma di suffimigi per curare problemi bronchiali e per uso esterno come rubefacente.
La essenza grezza non raffinata è l'acqua ragia naturale, ottimo solvente per vernici ormai sostituito da un prodotto che porta lo stesso nome ma di produzione esclusivamente di sintesi chimica.
Il residuo solido della lavorazione della trementina regalava una pece utilizzata per la produzione di saponi, ceralacca, vernici, inchiostri.
Nelle zone alpine le gemme primaverili del pino silvestre (ma anche dell'abete, del pino mugo ed in generale di tutte le pinacee) si utilizzano ancora oggi per produrre uno sciroppo per curare la tosse, la raucedine ed insomma tutti i problemi legati ai polmoni ed alla prime vie aeree. I rametti giovani (lasciati asciugare all'ombra e conservati in luogo asciutto) si utilizzano sotto forma di infuso quando necessita una azione balsamica oppure tonificante oppure leggermente diuretica.
Un uso consueto è quello di mettere una manciatina di aghi di pino nella vasca da bagno e far correre acqua calda in abbondanza: un bagno tonificante e balsamico che stimola la circolazione e la respirazione, per cominciare meglio una giornata lunga e faticosa (meglio del bagnoschiuma del cavallo bianco).

Il potere del pino silvestre sta tutto nel suo olio essenziale che viene estratto dagli aghi e dai ramoscelli giovani, sminuzzati e freschi, grazie a distillazione in corrente di vapore. La resa va dallo 0,5 al 0,9%. Il colore va dal neutro al giallo e deve essere limpido. Il profumo è balsamico, asciutto, ricorda la resina nei boschi di pinacee.
I principi attivi naturalmente variano in base alle zone di raccolta, ma comunque prevalgono nettamente i monoterpeni (alfa e beta-pinene, limonene, canfene), azione fortemente tonica e stimolante, la predominanza assoluta è Yang: stimolante generale, antisettica, iperemizzante, attivatrice linfatica e della circolazione, possono essere molto irritanti per la pelle. A seguire sesquiterpeni: antiinfiammatori e calmanti, antiinfettivi, hanno azione equilibrata Yin-Yang essendo sia leggermente tonici e stimolanti che calmanti e rilassanti.
La Medicina Cinese e la Medicina Energetica considerano tale olio essenziale Yang, è assolutamente simpaticotonico (quindi non farne mai uso nel pomeriggio soprattutto dopo le h.17,00). Il suo sapore amaro-piccante, la sua natura riscaldante, il suo profumo balsamico e poi piccante e caldo: l'olio essenziale di pino silvestre tonifica lo Yang, la controindicazione assoluta è il deficit di Yin e il vuoto di Sangue con Falso Calore.
La loggia energetica di appartenenza è Acqua-Metallo, la sua funzione è favorire la discesa del Qi del Polmone verso il Rene, scaldare i Tan freddi del Polmone ed espellere il Vento-freddo, scaldare il Rene Yang.
Ha una nota di cuore, stimola il Riscaldatore Superiore, aumentando il battito cardiaco e stimolando la respirazione.
Il Chakra di riferimento varia secondo i testi tra il Quarto ed il Quinto, stimola fortemente il Cuore ma è soprattutto un potente balsamico che migliora la respirazione e agisce bene a livello corde vocali e gola. Direi quindi che è un rimedio attivante del Quinto Chakra per quanto riguarda gli aspetti sia fisici che caratteriali.
Dal punto di vista emozionale consideriamo l'ambiente in cui nasce e cresce: la montagna con tutte le difficoltà climatiche, i terreni aridi e poveri, battuti dal vento e dal gelo in inverno e bruciati dal sole in estate, un habitat dove solo gli organismi forti sopravvivono. Stimola la forza, la solidità del nostro sistema immunitario, la capacità di resistere, l'elasticità di affrontare e superare le difficoltà della vita ed i pericoli. Non è adatto a persone aggressive e "sanguigne", mentre è adatto a persone leggermente "depresse" e con il sistema psico-fisico abbattuto. Ottimo per combattere il nervosismo da vuoto e da stanchezza eccessiva ed è un aiuto nei caratteri chiusi, timidi e apparentemente indifferenti al mondo esterno (classico quadro caratteriale da ipofunzione del Quinto Chakra).
Per un utilizzo secondo i principi della Medicina Energetica si può ad esempio trattare la zona della gola in corrispondenza del Chakra, facendo attenzione a non utilizzare mai la essenza pura essendo potenzialmente molto infiammante e revulsivante per la pelle.
Un cucchiaio di olio vegetale di base e poche gocce di olio essenziale di pino mescolati molto bene per tutti i trattamenti.
Per il deficit di Qi di Polmone con Tan Freddo:  trattare il Meridiano del Polmone Lu-1 e Lu-9 (per tonificare il Qi del Polmone) e Lu-7 (per disperdere il Vento-freddo) soffermandosi sui punti con massaggi circolari prolungati, Bl-13 (Shu del Polmone), Bl-17 (diaframma), Sp-9 (armonizzare la Milza per risolvere l'umidità), Cv-17 (regolare e far scendere il Qi, trasformare la flegma e aprire il petto), St-36 (lavora sul Jiao Medio e sull'umidità, punto tonificante di "sistema"), St-40 (perchè giova al petto e trasforma il flegma di polmone). Per trattare il Qi di Rene in Vuoto che non riceve il Qi di Polmone (con asma inspiratoria, non durante la crisi ma come preventivo, dispnea, edemi e disturbi della diuresi): aprire i Vasi Meravigliosi Ren Mai e Yin Qiao Mai (Lu-7, Ki-6), trattare il Meridiano del Rene Ki-3, Ki-7, Gb-25 (Mu di Rene), Bl-23 (Shu di Rene), Cv-6 (nutre il Qi originario Yuangqi ed il Rene Yang). Per il Vuoto di Rene Yang stesso trattamento con l'aggiunta di Gv-4 (massaggiare scaldando tutta la zona tra Bl-52 destro e Bl-52 sinistro) e nell'uomo apertura dei Vasi Meravigliosi Du Mai e Yang Qiao Mai (Si-3 e Bl-62).
L'uso in aromaterapia si rivolge prevalentemente ai problemi polmonari e delle vie aeree. Annusare semplicemente la essenza in caso di raffreddore. Trattare la zona del petto con olio base in cui sono state messe due gocce di olio essenziale di pino silvestre, e anche sulla schiena zona all'altezza di Bl-13 fino a Bl-17 dal centro ai fianchi in caso di bronchite da Vento-Freddo. Fare dei fumenti con acqua calda (circa 80°) in cui sono state messe alcune gocce di essenza (coprire benissimo gli occhi) sia in caso di raffreddore che di tosse. Frizionare l'olio al pino silvestre dietro le orecchie (zona Te-17) e sulla fronte per prevenire o coadiuvare la cura della sinusite, facendo sempre molta attenzione agli occhi.
Si può anche massaggiare su zone doloranti a causa di reumatismi o problemi articolari se non si ha altro in casa, senza dimenticare che scalda fortemente. Per un aiuto in caso di stanchezza durante la giornata massaggiare un paio di gocce (sempre di olio base con poche gocce di essenza) sotto i piedi e nella zona Ming Men, è una sferzata di energia garantita. Massaggiato intorno all'ombelico in caso di dissenteria o mal di pancia causato dal freddo. Due gocce nello shampoo profumano e tengono lontani i parassiti. Poche gocce nella vasca da bagno (per chi ha la fortuna di averla) per il tonificante bagno mattutino (siccome gli olii essenziali non si sciolgono in acqua, ma tendono a rimanere in superficie, si consiglia di mettere qualche goccia di olio in una manciata di sale grosso oppure in un bicchiere di latte indi sciogliere il sale in acqua calda o versare il latte nella vasca).  
Due gocce di olio essenziale nella vaschetta di acqua del termosifone per disinfettare e rendere balsamica la casa, naturalmente non in camera da letto in quanto non solo non stimola il sonno ma lo contrasta.
L'olio essenziale di pino silvestre non va usato quotidianamente ma solo al momento del bisogno e per pochi giorni. L'uso prolungato od eccessivo può dare broncospasmi e alla lunga infiammare i globuli renali.
Come sempre tutto quello che è naturale non è sinonimo di innocuo, semplicemente ha un'azione di cui tenere conto e che bisogna conoscere, soprattutto quando trattiamo gli olii essenziali che vanno considerati una vera e propria forza della natura.
Alla prossima. Grazie dell'attenzione.
(Daniela De Gaetano)

 
Torna ai contenuti | Torna al menu